













Ceci n’est pas un corps
Questo non è un corpo! Corpo di mille balene! Corpo libero! Corpo morto. Corpo a corpo. Senza corpo. Accorpare. Scorporare. Mi piacciono i corpi. Mi piace la parola corpo. La pronuncio indugiando sul gruppo RP.Lo faccio saltellare nella bocca. Lo assaporo con la lingua. E il corpo prende vita. Si modella. Mi piace trasformare i contorni. Manipolare le emozioni. Mi sporco le mani nel corpo. Affondo le mani nella carne. Il corpo è il riflesso di quello che sono. Lo guardo. Lo tocco. Lo guardo. Lo assorbo. Lo guardo. Lo spezzo. Lo guardo. Lo amo. Lo guardo. Lo sgretolo. Lo guardo. Lo odio. Lo guardo. Lo Guardo. Dentro. Imperfetto questo corpo. Imperfetto e sublime. Perfetto nelle sue deformità. Cosa me ne faccio di un corpo senza imperfezioni? Questo non è un corpo! Estraggo le immagini dalla mia testa. Mi chiudo nella mia stanza e apro la mia testa. Con il mio bisturi affilato taglio parti di corpo, per ricomporle a mio piacimento. Sono una artigiana del corpo smembrato. Catturo linee e curve. Le rubo al mondo. Me le metto davanti. Rendo giustizia alle imperfezioni. Le ricamo in composizioni uniche. Scavo dentro i solchi delle schiene ricurve. Mi apro varchi tra le linee degli arti. Incido la pelle con gli occhi. Ogni corpo mi racconta una vita. Ogni ruga. Ogni linea della bocca. Ogni accenno di sorriso. Ogni cicatrice. Ogni neo. Ogni ferita aperta. Ogni dolore. Ogni gesto. Il corpo è un libro perennemente aperto. Perennemente in fieri. Io mi nutro dei corpi altrui. Voglio praticare l’arte della maieutica. Tirare fuori la verità. La conoscenza. Il sapere. Parlo instancabilmente. Dialogo muto. Il mio occhio e i corpi altrui. Il mio occhio e il mio corpo. Tendo le fibre fino a farle scoppiare. Faccio vibrare i muscoli nella tensione. Scelgo il boccone più prelibato solo dopo ore. Come un animale famelico mi aggiro intorno alla mia preda. Non mi dò pace fino a che non ottengo quello che voglio. Voglio i corpi animali. I corpi insetti. Liberati dagli schemi. Voglio i corpi senza corpi. Voglio l’assenza. Voglio l’essenza.
Il mio non è semplice amore per le forme, non è semplice fascinazione per le curve e per le linee. IO…cerco l’amore nei corpi. Forse per questo mi appaiono tutti cosi perfetti. Cerco l’amore nell’intersecarsi delle ossa sotto la pelle trasparente cerco l’amore nella linea marcata di un corpo asciutto privo del superfluo. Cerco l’amore nelle mani che mi sfiorano la testa cerco poi con le mie dita delicate e affamate, dentro di me. Scavo a fondo per non dimenticare mai la mia essenza. Estraggo dal mio abisso terra e acqua luce e tenebre. Come una bambina impasto il fango mi sporco la faccia assaporo con la lingua il sapore forte della terra e quello lieve dell’acqua creo miriadi di forme la spina dorsale pronunciata i piedi allungati il collo reclinato le palpebre socchiuse. Sotto il mio occhio tutto prende vita tutto si trasforma tutto sprigiona vita. Sento il desiderio della cattura farsi sempre più pressante assecondo le voglie di ciò che mi divora. Intrappolo nelle mie trame quell’istante-quel frammento di vitalità-irripetibile sento il sangue farsi più denso nelle vene sento la saliva ingorgarmi la bocca l’amore per quel CORPO riesce a distogliermi dal pensiero della morte. Vivo solo per quell’attimo di immortalità.
RA
